Tante volte non ci si pensa neppure: quante cose che sono nel nostro comune uso possono sembrare terrificanti per i nostri cavalli? Probabilmente tantissime. E possiamo prenderne coscienza solo annotando il comportamento dei nostri amici e ascoltando le annotazioni di altri. La statunitense Corolla Wild Horse Fund per esempio, ha recentemente lanciato una raccomandazione ai piloti di droni.
Dall’osservazione dei cavalli selvaggi che abitano gli Outer Banks della Carolina del Nord – una vera attrattiva per i turisti che sfilano per ammirare i selvaggi sulle spiagge oceaniche – gli studiosi dell’Associazione hanno rilevato atteggiamenti di stress e fastidio dei cavalli che sembrano non gradire affatto la presenza di droni.
Sarà il ronzio, sarà che volano, sarà per i cavalli è praticamente impossibile capire se sono o meno dei nuovi tipi di predatori… Sta di fatto che pare che i droni, anche quelli piccoli, costituiscano una presenza poco tollerata.
Da qui la saggia raccomandazione.
Secondo quanto diffuso dalla Corolla Wild Horse Fund c’è margine per far convivere la tranquillità dei cavalli con gli ausili tecnologici dei turisti. Basta sapere che…
I Bankers sono wild estremamente desensibilizzati alla maggior parte delle cose. Vivono a contatto con persone, veicoli, fuochi d’artificio, aquiloni, aerei militari a bassa quota… di tutto e di più. Non c’è molto che li turbi e ancora meno cose li spaventino davvero. Ma c’è una cosa che sembra quasi sempre renderli nervosi e a disagio: i droni. Il loro movimento è rapido e imprevedibile, possono apparire dal nulla in luoghi dove i cavalli non sono abituati a essere disturbati e producono un ronzio che i cavalli detestano. I droni possono essere uno strumento utile in alcune situazioni, ma nella maggior parte dei casi li consideriamo una delle cose più invasive e disturbanti con cui i cavalli devono fare i conti al giorno d’oggi.
Dal punto di vista di una preda, un drone che la segue non è diverso da un predatore che la insegue.
Il cavallo in ripreso nella foto realizzata da una guida naturalistica si trovava molto vicino a una vasta area protetta a livello federale, una delle ultime zone incontaminate delle Outer Banks settentrionali. Uno dei pochi rimasti dove i cavalli selvatici possono rifugiarsi senza essere disturbati dall’uomo. Le cavalle usano questa terra come luogo di riproduzione, gli stalloni vi si rifugiano per riprendersi dalle ferite riportate nei combattimenti e i cavalli anziani si addentrano nella palude per riposare. È un sacro ciclo vitale che si ripete qui da centinaia di anni e dovremmo tutti proteggere con la massima cura questo habitat incontaminato e la privacy che offre ai cavalli e alla fauna selvatica in generale.
L’ordinanza sui cavalli selvatici della contea di Currituck stabilisce che nessuno deve avvicinarsi a meno di 15 metri dai cavalli selvatici, e questo divieto si applica anche ai droni. L’ordinanza stabilisce inoltre che è illegale “sottoporre un cavallo selvatico all’interno di un santuario a condizioni dannose per la sua salute o il suo benessere generale, o causare o procurare tali condizioni”. Girare intorno ai cavalli e inseguirli con un drone, avvicinarsi a meno di 15 metri da loro e/o disturbare il loro comportamento naturale non solo è dannoso per il loro benessere, ma è anche illegale.
Se state utilizzando un drone in prossimità dei cavalli, vi preghiamo di mantenere sempre una distanza di almeno 15 metri e di prestare attenzione alla loro reazione. Se alzano lo sguardo verso il drone o iniziano ad allontanarsi, dovete fare marcia indietro e lasciare loro il loro spazio.
La tecnologia è una cosa meravigliosa e ci ha aiutato a proteggere e preservare meglio questa mandria e il suo habitat in molti modi. Ma non useremo mai la tecnologia a rischio del benessere dei cavalli, o solo perché possiamo. Nell’ultimo decennio circa, i droni sono diventati uno di quei progressi che ci possono dare un accesso più ravvicinato e più facile, ma dobbiamo chiederci a quale prezzo e per quale scopo. Sono domande con cui continuiamo a confrontarci, e la nostra posizione potrebbe cambiare (anche più volte!), ma una cosa che non cambierà mai è la nostra dedizione alla sicurezza, al benessere e all’autonomia dei cavalli.
Non solo per i Bankers
Le osservazioni e le contromisure adottate dalla Corolla Wild Horse Fund sono un ottimo spunto che, almeno per i contenuti, dovremmo tenere sempre presente. Anche quando i cavalli non sono propriamente dei wild in un santuario protetto ma anche semplici cavalli al prato. La presenza ronzante che viene dal cielo può scatenare dei veri putiferi tra i cavalli al prato. E in quel caso non è mai possibile prevedere davvero che cosa possa succedere.
Quindi, se usiamo il drone per riprendere un branco in ‘libertà’, voliamo alti e semmai ‘diamoci di zoom’. Meno il cavallo percepisce la nostra presenza, più si comporterà in maniera naturale. Che in molti casi è proprio ciò che si vorrebbe ottenere…
























